Malvasia istriana: 10 bottiglie Top Class per comprenderla

Se ogni regno vuole il suo re, allora la malvasia è la regina incontrastata fra le uve autoctone del Carso, del Breg e del litorale istriano. Nata vicino al mare, sulle coste assolate del Peloponneso, e poi diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo grazie ai commerci della Repubblica di Venezia, la malvasia istriana fiorì sulla sponda orientale dell’Adriatico a partire dal XIV° secolo.

malvasia-istriana

Dal punto di vista ampelografico, il grappolo si presenta medio-grande, cilindrico o lievemente conico, alato, da mediamente compatto a leggermente spargolo. Acini rotondi, color giallo dorato, dal sapore dolce e vagamente aromatico. Produzione abbondante, un poco tardiva. Epoca di germogliamento tardiva, epoche di fioritura e invaiatura medie.

Riguardo al terroir, la malvasia istriana eccelle in prossimità del mare, ove si carica di note salmastre che infondono al vino una sapida mineralità che ne è la principale caratteristica. Pianta delicata, mal sopporta le frustrate del vento e patisce sovente la giacitura collinare, prediligendo una posizione riparata che garantisca comunque una buona insolazione. Il flysch, composto di litologie marnoso-arenacee, rappresenta forse il suolo più adatto al dispiegamento del massimo potenziale di quest’uva semi-aromatica. Raggiunta la maturazione, nelle annate migliori gli acini presentano un elevato grado zuccherino e bassa acidità. Nel bicchiere, il vino risulta generalmente caldo e corposo, perfino grasso, dotato di scarsa freschezza ma spiccatamente sapido. Cromaticamente un bel giallo paglierino con intensi riflessi dorati e buona consistenza di estratto, che al naso si apre su note di frutta – tipicamente mela verde o golden, pesca gialla o ananas – fiori ed erbe della macchia mediterranea.

Se nel vicino Friuli la malvasia viene tradizionalmente vinificata in bianco, sul Carso, in Istria e nel Breg si adotta in genere una macerazione sulle bucce che può variare da due a venti giorni, con il mosto che fermenta a contatto dei lieviti indigeni; segue una maturazione in acciaio o in grandi botti usate di rovere. Rispetto alla versione friulana, questa Malvasia risulta  più strutturata e alcolica, e reca l’inconfondibile impronta del mare.

Propongo ora una personale selezione di 10 bottiglie, provenienti dalle zone più vocate per la malvasia istriana. Si tratta naturalmente di una traccia, un invito alla degustazione che non pretende di essere assoluto nè di esaustivo. Un compendio di oltre un centinaio di etichette assaggiate negli ultimi mesi, a discrezione dello scrivente.

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  • Venezia Giulia Igt Malvasia 2013 Zidarich: da uve selezionate, allevate con densità vertiginose e con una resa minima sulla terra rossa del Carso, lungamente macerato e con due anni di botte, è un giallo dorato brillante e di buona consistenza. Profumi fragranti, nitidi e finissimi di uva matura, mela golden, nettarina gialla, radice di ginger, pietra spaccata. Gusto pieno e morbido, discretamente sapido e con una vena minerale. Finale lungo e persistente, in cui ritorna il sapore polposo dell’acino, misto a sentori di legno e roccia. Equilibrato e armonico, di grande piacevolezza gustativa. Fantastico! 13°, 18 euro in cantina. 91 punti

  • Slovenska Istra Capo d’Istria Malvazija 2009 Vinakoper: dai cru aziendali intorno a Koper, barriquata, ha colore giallo paglierino con sfavillanti riflessi dorati e ricchezza di estratto. Naso di accentuata vividezza, complesso e netto con profumi di mughetto, pesca bianca matura, miele d’acacia, macchia mediterranea e sbuffi marini, su sfondo di legno dolce e vaniglia. Sorso di vellutata morbidezza, mediamente corposo, contrappuntato da una sapida mineralità, e ancora fresco e vivo. Armonico e persistente, grande intensità gusto-olfattiva. La discreta componente acida alimenta il dubbio che si tratti invero di un uvaggio, con una piccola percentuale di chardonnay non dichiarata, ma sono mie illazioni. Da provare. 13°, 18 euro. 89 punti
  • Slovenska Istra Malvazija 2011 Santomas: invecchiata in barrique nuove di rovere francese, sfoggia un cromatismo dorato e intenso ed un naso suadente e armonioso che apre su note di frutta tropicale che virano poco a poco ad una scia terziaria di vaniglia, pan di spagna bagnato e scatola di sigari. Caldo e corposo, morbido e sapido, ostenta un indovinato equilibrio fra i tratti del varietale e il rischio invasività della botte nuova, per un risultato appagante e di grande eleganza. 13,5°, 15 euro. 89 punti

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  • Santa Lucia 2011 Kozlovic: dal cru di Santa Lucia, viti di sessant’anni sulle colline intorno a Momjan in Croazia, criomacerazione, poi un anno di botte grande e acciaio. Dorato luminosissimo, piuttosto consistente. Olfattivamente fresco, intenso e ricco: ginestra e foglia di the, salvia, macchia mediterranea, nuance balsamiche, note fruttate di albicocca e banana. In bocca la struttura è poderosa, opulenta, giocata sul contrasto fra il tenore alcolico e l’accentuata texture minerale. Piacevoli rimandi fruttati si mescolano a toni complessi di spezie dolci. Finale infinito, che chiude con una punta sapida e amaricante. 14,6°, 22 euro. 91 punti

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  • Venezia Giulia Igt Malvazija 2012 Skerk: dieci giorni di macerazione in tini di legno, invecchiamento in botti grandi di rovere, niente chiarifiche nè filtrazioni, aggiunta minima di solforosa prima dell’imbottigliamento. Orange wine di appagante freschezza e agilità, con profumi di mimosa, pesca gialla, litchi e roccia spaccata. Sorso succoso e ricco, esuberante, trama salmastra e minerale in cui affiorano vivissimi echi fruttati. Conquista per finezza e sapiente equilibrio fra le sensazioni. 13,5°, 18 euro in cantina. 90 punti

  • Slovenska Istra Malvazija Black Label 2009 Klabjan: vino naturale, prolungata macerazione, due anni di tonneau di rovere sloveno e barrique francese usata, lungo affinamento in bottiglia. Intensamente dorato e consistente, con sentori netti e puliti, eleganti e fini: tiglio, miele di castagno, pesche sciroppate, frutta candita e mandorle tostate; sfondo speziato di legno dolce, vaniglia e vaghe note di cannella. Gusto pieno, elegante, persistente. Morbidezza e mineralità. 13,5°, 25 euro. 90 punti

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  • Venezia Giulia Igt Malvasia 2013 Zahar: dai soleggiati vigneti del Breg, un’espressione del varietale più fresca, immediata e tipica. Giallo paglierino carico, agile, accenni olfattivi di frutta con ricordi di mela verde, buccia di pompelmo e mandarino. In bocca è asciutto, equilibrato, senza sbavature, con un’acidità agrumata che si dispiega in una bella scia nel finale. Esemplare emblematico, che evita le derive alcoliche ed un eccesso di rotondità in favore di una beva più facile ma assai godibile. 13°, 8 euro in cantina. 86 punti

  • Medana Brda Malvazija 2011 Klinec: dalla ponca del Collio Sloveno, un vino da agricoltura biologica del formidabile vigneron di Medana. Macerato e invecchiato due anni in botti di acacia, è un vino di color oro brillante, con un naso squillante ma al contempo delicato, che si esprime su finissimi registri floreali di zagara e sambuco, note di salvia, poi le suggestioni fruttate che parlano di melone e mandarino. Sorso vivissimo, che apre tracciando una lunga scia agrumata per fondersi con una progressiva e delicata dolcezza. Nervatura sapida, grande freschezza. Fantastico. 13,5°, 20 euro in cantina. 91 punti

  • Igt Malvasia 2012 Skerlj: un vino naturale nato su calcare e terra rossa, macerato e invecchiato in rovere di slavonia, non filtrato. Cromatismo intensamente dorato, profumi fragranti di agrumi ed erbe selvatiche, che lentamente cedono a note più intense di mango e frutta tropicale, in un contesto olfattivo di mineralità rocciosa. Gusto fresco, elegante, in cui alcol e corpo contenuti vengono bilanciati da una marcata sapidità che taglia come una lama di pietra. Espressione magnifica di terroir, accresciuta da una pratica agronomica di impareggiabile rigore. 12°, 15 euro. 90 punti

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  • Malvasia in rovere 2012 Nicolini: prodotto dalla minuscola azienda muggesana in tiratura minimale, macerato e fatto maturare in fusti di rovere di Slavonia. Giallo dorato con riflessi che virano sul ramato, bella ricchezza di estratto. Spettro olfattivo sfarzoso, composito, eccellente: zucchero a velo, crema pasticcera, miele di castagno, albicocca disidratata, scatola di sigari. In bocca è avvolgente, vellutato, corposo e persistente, ancora fresco e vivo. 13,5°, 8 euro in cantina. 87 punti

          Buona Malvasia!  Alla prossima!

 

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