PLAVAC MALI E POŠIP: LA DALMAZIA DI TERRA MADRE

Dall’inizio dei tempi la Dalmazia risplende sull’Adriatico come una regina adorna di gioielli. L’immane bellezza delle sue isole, la frastagliata scontrosità delle prode, la ruvida amenità del paesaggio scolpito nella roccia, da secoli ammaliano folte schiere di navigatori, turisti e viaggiatori. Una striscia di terra larga appena una manciata di chilometri, punteggiata di baie e strette insenature, che dal Quarnero si allunga sul mare costeggiando le montagne balcaniche fino al confine tra Montenegro e Albania.

In Dalmazia batte un cuore mediterraneo. La matrice illirica delle genti dalmate ha subito nei secoli gli influssi della cultura romana e di quella greca. E’ assai probabile che furono proprio i romani e i coloni ellenici a diffondere la coltivazione della vite sulle coste rocciose che guardano le leggiadre isole del sud: Curzola (Korčula), Lissa (Vis), Meleda (Mljet).

orebicsvilijazr8432-800x6001La penisola di Sabbioncello (Pelješac), nella regione raguseo-narentana, costituisce la zona vinicola di maggior vocazione e pregio: la terra ove nasce il vino simbolo della tradizione dalmata, ovvero il Plavac Mali.

La viticoltura in Dalmazia offre generalmente una strenua e romantica immagine contadina fatta di piccole cantine, vini semplici e rusticani, e una dimensione a misura d’uomo. La bellezza di queste terre negli ultimi anni ha ingolosito speculatori e avventurieri che sotto le bandiere della globalizzazione stanno cercando di mangiarsi poco alla volta il versante marittimo con opere di cementificazione. E visto che il turismo cresce e il vino “tira”, un’ingente fetta della superficie vitata della Dalmazia si trova sotto l’attacco di capitali stranieri, che assoldano produttori locali poco scrupolosi, con il pelo sullo stomaco, per produrre i consueti omogeneizzati cui il market vinicolo internazionale ci ha da tempo abituato.

korcula-arhipelagoSe questa fosse una storia di vascelli e di corsari, diremmo che sulle coste dalmate veleggia una nave pirata il cui equipaggio ha giurato di non piegarsi alle logiche della moderna omologazione. Sarebbe probabilmente una romantica esagerazione, e tuttavia qualcosa del genere si propone la fondazione TERRA MADRE, un consorzio di coraggiosi produttori di Sabbioncello (Pelješac), unito nel rispetto per l’ambiente e nella salvaguardia della tipicità dei vini storici della Dalmazia: il bianco Pošip e il rosso Plavac Mali.

p1030361Le vigne sorgono accanto alle scogliere e ai villaggi dei pescatori. Il terroir di Pelješac si caratterizza per il clima tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati calde e umide. Sulla costa soffia il maestrale, il cui alito fresco asciuga i vigneti. La litologia è calcarea, con frequenti fenomeni di carsismo. La vite cresce sulle scoscese colline di roccia che guardano il mare, ricoperte della macchia mediterranea e di erbe medicinali spontanee, cui si alternano talvolta paesaggi ruvidi, poveri e sassosi. Qui, in condizioni estreme, il Plavac Mali dà il meglio.

Secondo gli esperti, il Plavac Mali nasce dall’incrocio di due cultivar autoctoni della regione: il Crljenak Kaštelanski (che corrisponde geneticamente al Primitivo/Zinfandel) e il Dobričic, un’uva da taglio originaria dell’isola di Solta (Šolta). Il nome plavac mali, in lingua croata, significa “piccolo blu”. È un’uva vigorosa, maschia e indomita, che si esalta su terreni poveri e rocciosi, avvolti in una spessa cappa di torrida umidità accarezzata dai venti. Se ne ricava un vino potente e alcolico, dal sontuoso corredo aromatico in cui spiccano note di mirtillo, amarena, pepe e spezie.

unspecifiedIl Plavac Mali 2011 Terra Madre brilla nel bicchiere di uno sfavillante rubino con screziature granato. Sfoggia un’elegante trasparenza, un’agilità che rifugge la concentrazione, offrendo ugualmente una certa ricchezza di estratto. Lo spettro olfattivo è un trionfo di evoluzione: prugna sotto spirito, mon cheri, sfumature eteree di smalto, poi affiorano cioccolato gianduia, vaniglia e anice stellato. Il sorso vibra caldo e seducente, con un ingresso vellutato su cui presto si innesta un contrappunto di tannini gagliardi e vivi che lo equilibra armoniosamente. Retrobocca di frutta matura, circonfuso di suggestioni vegetali. Finale maschio, gradevolmente tannico. Manca forse di persistenza, e questo è il suo limite. Un vino equilibrato, armonico, elegante.

La Dalmazia annovera fra le uve storiche una varietà a bacca bianca che la fondazione Terra Madre sta cercando di preservare nelle sue caratteristiche di tipicità.

c6c100a1a1c1d6c5e09b03114ecb8591Il pošip è un vitigno indigeno dell’isola di Curzola (Korčula), nato sui terreni sabbiosi del villaggio di Smoquizza (Smokvica), fra i pochissimi a resistere al flagello della fillossera: ancora oggi infatti poggia sull’innesto a piede franco. Negli anni si è diffuso con buoni risultati su tutta la costa dalmata meridionale, mostrando un’adattabilità apprezzabile anche a Lesina (Hvar) e Sabbioncello (Pelješac).

Il Pošip di stampo internazionale è un vino piuttosto equilibrato, ma costruito a tavolino. In realtà quest’uva presenta caratteristiche simili alla malvasia istriana: struttura, ampiezza e bassa acidità. Per certi versi, l’autentico Pošip può risultare alquanto stucchevole per l’eccessiva enfasi sulle morbidezze, non adeguatamente sostenute dagli elementi verticali. Lascio volentieri ad altri il gusto per la perfezione: preferisco godermi un vino vero, che lascia intravedere la sua reale natura senza reticenze.

unspecified3Il Posip 2013 Terra Madre esibisce un cromatismo dorato brillante ed una discreta consistenza. Suggerisce immediatamente un’origine “sudista” e un passaggio in legno. Al naso affiorano aromi intensi ma intricati, in cui si mescolano fiori dal profumo vagamente dolciastro, timo e frutta matura, soprattutto pesca bianca e banana. Sfumature minerali di gesso. Un ventaglio olfattivo non raffinato, direi piuttosto campestre, bucolico. In bocca risulta caldo, corposo, decisamente morbido, largo, orizzontale: innervato da una stuzzicante sapidità minerale ma tendente al piatto in termini di acidità. Languido, carico di sole. Un vino che racconta di prode sassose sotto il cielo terso dell’Adriatico. Si fa presto stucchevole, ma che personalità! Carattere autentico e netto, refrattario alle piacionerie.

Terra magica la Dalmazia, e un poco anche… Terra Madre.

Alla prossima!

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